![]() |
|
Spaces home ======>>>>> ---Cri$+i@n-...PhotosProfileFriends | ![]() |
|
February 08 VERGOGNA NAZIONALE
Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba Roma, 7 feb. (Apcom) - E' polemica sulla decisione della direzione del teatro Brancaccio di Roma di annullare l'evento organizzato dalla Consulta degli Studenti per ricordare i morti delle Foibe. E, da destra, già si grida a un nuovo 'caso-Sapienza'. Gli studenti annunciano che svolgeranno lo stesso l'iniziativa ma "di fronte al teatro, domani a partire dalle ore 8.30, così Veltroni, che non si è preoccupato di tutelare il diritto di parola degli studenti romani, si preoccuperà almeno di risolvere il problema di viabilità su Via Merulana". E Federico Blassevich, presidente del 'Comitato 10 febbraio esprime "forte preoccupazione per quanto accaduto in questi giorni nella Capitale. Sotto pressione di gruppi minoritari e non rappresentativi, è stato impedito alla Consulta degli studenti, istituzione ufficiale di rappresentanza degli alunni romani, di tenere al teatro Brancaccio il convegno organizzato in occasione del Giorno del Ricordo". L'indice è puntato contro la direzione del teatro romano, che secondo Blassevich si assume, con la sua decisione, "la responsabilità di negare l'utilizzo di un bene di proprietà pubblica per la celebrazione di una ricorrenza stabilita con legge dello Stato. Il comunicato diramato dal Brancaccio stupisce per la sua arroganza. Semplici funzionari e impiegati, infatti, si arrogano il diritto di vietare un convegno stabilito da un organismo democraticamente eletto con argomentazioni di merito e di parte che travalicano le loro specifiche competenze e funzioni". Ma negativamente viene giudicato anche il comportamento dell'Anpi, l'associazione nazionale partigiani, che "dopo aver apertamente premuto sul teatro Brancaccio affinché il convegno fosse impedito, ha contestualmente organizzato l'incontro 'Foibe; tra verità e menzogne'". Ancora più duri gli esponenti di An Giorgia Meloni e Federico Iadicicco, rispettivamente vicepresidente della Camera e presidente di Azione giovani. Per loro l'Italia è "tenuta in ostaggio da gruppetti di facinorosi, appartenenti alle frange estreme della sinistra, che ogni quindici giorni decidono di cosa si può e di cosa non si deve parlare". Lo stesso gruppetto che ha 'impedito' al Papa di recarsi all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza: "Quanto accaduto all'Università in occasione della visita del Santo Padre, si ripete oggi con la Consulta provinciale degli studenti di Roma". E Alessandro Cochi, consigliere di An al comune di Roma, afferma che la Giornata del ricordo è una "ricorrenza volutamente snobbata da parte delle amministrazioni di centro-sinistra. Sarebbe stato importante il 10 febbraio mettere a lutto le bandiere nelle sedi comunali per far comprendere ai giovani cosa siano state le Foibe". E, infine, interviene Riccardo Pedrizzi, responsabile della Famiglia e della Consulta etico-religiosa di An, che parla di "nuove provocazioni da sinistra" e spiega che l'annullamento della manifestazione al teatro Brancaccio di Roma e la mobilitazione dei collettivi antifascisti contro la marcia del Blocco studentesco in programma domani nella capitale dimostrano come "esista una parte dell'Italia, con la coscienza sporca, che non solo non ha voglia di ricordare ma lavora per esacerbare gli animi". Poi, accusa il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni: "Nessuna iniziativa è stata presa sulla corretta riscrittura dei libri di storia utilizzati nelle scuole italiane, che del dramma degli esuli istriani poco o nulla raccontano". CHE SCHIFO, LA CITTA' DI ROMA SI DIMOSTRA INTOLLERANTE, VELTRONI E LA SINISTRA SONO SCHIAVI E SERVI DI GENTE DI MERDA CHE PREDICA L'ANTIFASCISMO MILITANTE, AFFERMANDO CHE LA SOLA E' UNICA VERITA' E' QUELLA RACCONTATA DA LORO E' QUESTA LA DEMOCRAZIA CHE TANTO MILLANTATE?? ONORE A NOI VERGOGNA A VOI February 04 PAOLO DI NELLA - Caduto per la rivoluzioneOltre il silenzio... per non dimenticare
"Nel Ricordo non lo hanno ucciso"
Noi purtroppo non siamo ancora un'élite, perché se lo fossimo sapremmo certamente guidare il nostro popolo sulla via nuova. Per ora siamo soltanto delle persone che cercano di essere uomini, uomini e donne che vivono uno stile di vita autentico; ma per essere degli uomini nuovi non basta credere in determinati valori, è necessario viverli e temprarli nell'agire, quotidianamente: questa è in parte l'importanza di fare politica. Rivoluzione non è qualcosa di astratto, che sa di miracolo : è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, pezzo per pezzo, sbagliando e riprovando, anche col sacrificio personale, anche riuscendo a superare tanti problemi contingenti che si presentano e che spesso, anche se sembrano tanto grandi ed insormontabili, se solo li si prova a guardare con un'ottica diversa, risultano delle inezie.
Paolo Di Nella
Odio, Potere, Morte, Noi siamo qui.....AVETE PERSO January 24 Romano e le liti, dagli spinelli a BushVenti mesi di «maggioranza sexy»L’ottimismo contro tutto: «Mediazioni? Mai. I comunisti? Folklore. E Mastella sarà una sorpresa»
«Fine de’a gita». Gli ultimi ed esausti respiri del governo Prodi, con quel malinconico applausino nell’aula deserta alla lettura dell’inutile fiducia ottenuta alla Camera, fanno venire in mente al diessino Gianni Cuperlo uno striscione allo stadio di Treviso all’epilogo dell’unica avventura in A chiusa con 23 sconfitte: «Fine de’a gita». Mai si era visto, in realtà, un gruppo di «gitanti» così rissoso. Fin dall’inizio. Da quella interminabile notte in cui, stremato dalla delusione per la «vittoria mutilata», quella vittoria che i sondaggi per mesi avevano dato come larghissima ed ora si rivelava sottile come carta velina, il Professore era apparso per dire: «Le elezioni le abbiamo vinte. Di un soffio, ma vinte». Al diavolo i dubbi e le offerte berlusconiane di una grande coalizione: «Posso governare cinque anni. La legge me lo permette». E via così. Con le citazioni di Bush che perfino al momento di decidere la guerra in Iraq (pur contando su un certo consenso trasversale) aveva al Senato un solo voto in più dei democratici e quelle di Churchill e Adenauer e «tanti altri che avevano un solo voto di maggioranza». E guai a ricordare che qui da noi la situazione era diversa perché dalle altre parti non capita che una coalizione sia costretta a contare sulla salute di sette senatori a vita: «Come va, caro, quel dolorino al nervo sciatico? ». Lui tirava dritto. Facendo coraggio a se stesso per far coraggio agli altri. Certo di durare? «È una squadra, la nostra, coesa e omogenea, dureremo cinque anni». Proprio sicuro? «C’è l’impegno di tutti affinché questa coalizione vada avanti nei prossimi cinque anni. La coalizione è questa. Non cambia. Dura l’intera legislatura». E le risse interne? «Ogni motore va collaudato, vi assicuro che fra poco si sentirà armonia, come a sentire una Ducati o una Ferrari. Una Feraaaaari! ». E l’incapacità di decidere? «I ministri non possono esprimere opinioni, debbono esternare le decisioni, le conseguenze e le implementazioni ». E il rischio quotidiano di una caduta? Al che, lui allargava le mani come un Cristo Pantocratore per abbracciare nella benedizione tutti gli elettori delle circoscrizioni estere: «Abbiamo avuto l’incarico di governare dagli elettori di cinque continenti. Quindi governeremo». Il giorno dopo la vittoria uscì di casa a Bologna, per la sgroppatina quotidiana sotto i portici con una tuta azzurra attillatissima con scritto «Italia» sulla schiena e sprizzava il buonumore di chi era convinto che l’impresa più difficile, vincere le elezioni, fosse stata compiuta: il resto, bene o male, sarebbe stato meno complicato. Del resto, aveva già spiegato a Giampaolo Pansa come vedeva il futuro: «A me non piace mediare. Voglio governare. Ogni volta che si riunirà il Consiglio dei ministri, non si discuterà, ma si deciderà». Sì, ciao. Una tensione dopo l’altra. Tutti i giorni. Sulla scelta di confermare la decisione berlusconiana di concedere agli americani l’aeroporto «Dal Molin», con Massimo D’Alema che diceva che «una retromarcia sarebbe stata letta come un atto ostile» e Manuela Palermi, capogruppo dei comunisti italiani in Senato, che tuonava: «Il governo deve dire no». Sulle impronte digitali, che Luciano Violante invocava contro i clandestini che si cancellano i polpastrelli e Paolo Cento avversava perché «invece di fare leggi per acchiappare i potenti che evadono e che delinquono ce la prendiamo con qualche povero diavolo di immigrato ». Sulla droga, col ministro Livia Turco da una parte e la mamma Turco Livia dall’altra: «Il più stupefatto, quando ho aumentato la dose minima consentita per uso personale, è stato mio figlio. Mi ha detto: "Mamma, non ti capisco". Gli ho detto: "Adesso ti spiego: come madre, se provi a farti uno spinello ti riempio di botte". Poi c’è la mia posizione come ministro. Gli ho domandato: "Secondo te è giusto che un tuo compagno di scuola al quale i genitori non hanno fatto una capa tanta come tuo padre e io l’abbiamo fatta a te, e che magari pensa che fumare uno spinello non sia pericoloso, corra il rischio di venire arrestato?». Una via crucis. Nella prima stazione si contempla... Nella seconda... Per venti mesi, in mezzo ai flutti, agli scossoni, agli uragani, alle grandinate, Prodi non ha perso occasione per sottolineare d’esser il perno di tutto. Ironico: «Berlusconi dice che domani cadiamo? Lo dice tutti i giorni...». Tranquillo: «Sono sereeeeno. Fermo e sereeeeno». Sicuro: «Il nostro è un governo seeerio e coeso, coeso e seeerio!». Le bufere sui costi della politica? «Mo quello è un tema che ho inventato io! Entro giugno vareremo un disegno di legge!». Perplessità sull’obesità di un esecutivo di 102 persone? «Abbiamo dovuto cedere qualcosa... Ma nei punti chiave ho deciso io: Amato agli interni, Padoa Schioppa all' economia, D’Alema agli esteri... Squadra buonissima!». E Mastella alla Giustizia? Rispondeva ficcandoti il dito indice nelle costole per rafforzare il concetto: «Io dico che Mastell a s a r à una s o r p r e s a . Una sor-pre-sa!». «Ma c’è o ci fa?», si chiedevano i corrispondenti esteri che non capivano fino a che punto questo suo marmoreo ottimismo fosse un modo per caricare gli amici e irridere agli avversari o se ci credesse davvero. Il massimo lo diede quando l’inviato del tedesco Die Zeit gli chiese: «La nostra signora Merkel fa già fatica a guidare una coalizione di due soli partner. Ci spieghi come farà a tenerne insieme nove ». E lui: «All’interno dei vostri due partiti di coalizione esistono quaranta diverse correnti, non solo nove! I tedeschi, mi perdoni la franchezza, hanno impiegato molto più tempo a stringere il patto di coalizione rispetto a noi. Ci hanno messo due mesi! In un mese io ho fatto eleggere i presidenti delle due Camere, un presidente della Repubblica, formato il governo e superato il voto di fiducia. Siamo italiani, ma mi sembra che da voi il tutto proceda con molta più fatica. Noi abbiamo solo più folklore, Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani...».
Mai una concessione a chi gli ricordava come il suo governo fosse
sempre sull’orlo della crisi. Anzi, un giorno con Gianni Riotta si
permise una battuta che gli sarebbe stata rinfacciata: «Ci sono stati
quattro casi di coscienza sull’Afghanistan, è vero. Ma siamo ancora
qui, mi pare. Avessimo vinto le elezioni con più agio sarebbe stato più
facile ma così è più thrilling, c’è più avventura. Vuole la verità? È
più sexy!». Dieci anni fa, nel 1998, andò uguale: sorrise dell’ipotesi
di andarsene fin quasi all’ultimo. Sempre ottimista a costo d’apparire
giulivo: «Non è ancora l’epoca delle vacche grasse ma la stiamo
preparando!», «Abbiamo l’attivo primario più alto del mondo!», «Ho il
fiato corto? Durerò vent’anni! », «Problemi? Sono come quel personaggio
del Carosello, "Ercolinosempreinpiedi". Solo che lui dondolava e io
no». Anche ieri sera, mentre dai banchi del governo si avviava verso
l’uscita, assicurava agli amici che lui non dondolava: «Andiamo fino in
fondo». Anche molti dei suoi però, ieri sera, hanno spento la luce
sospirando sullo slogan ulivista della campagna vincente di due anni fa
e un millennio fa: «Domani è un altro giorno». Gian Antonio Stella November 28 Univeristy PartyJuly 13 Scontri a Roma SCONTRI EX SCUOLA: SERRA, C'E' UN CLIMA CHE MI PREOCCUPA (ANSA) - ROMA, 12 LUG - "C'é un clima che mi preoccupa, non da stanotte, ma da qualche tempo perché queste rappresaglie, queste aggressioni possono scaturire anche in qualcosa di più grave del ferimento". E' quanto ha detto il prefetto di Roma Achille Serra in merito ai fatti avvenuti questa notte nella zona di Casalbertone, al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto questo pomeriggio a palazzo Valentini. "In tal senso ho parlato con il questore, il comandante dei carabinieri, il comandante della guardia di finanza e con il comandante della polizia municipale perché ci sia - ha sottolineato Serra - una particolarissima attenzione". Il prefetto di Roma ha quindi fatto la ricostruzione degli episodi della notte scorsa, così come gli è stato "riferito dalle forze dell'ordine". "Sono arrivati dei ragazzi di estrema destra - ha detto il prefetto -, e sono venuti ad un alterco con un extracomunitario. Sono usciti poi da una vicina scuola occupata un cinquantina di giovani di estrema sinistra che sono venuti a collidere con quelli di estrema destra che erano di meno ed non erano lì, credo, non per aggredire. Lo si evince dal fatto che sono andati via ed hanno lasciato la macchina piena di manifesti da attaccare: forse erano andati per affiggere i manifesti". Achille Serra ha quindi continuato dicendo che dopo ciò, "da cinquanta i ragazzi di estrema sinistra sono diventati un centinaio. Da questi un gruppo si è sganciato ed è andato alla sede del circolo futurista, ha divelto un paletto, sono entrati e hanno messo a soqquadro tutto". Il prefetto ha poi ricordato che 4 persone sono state fermate a bordo di un furgone con all'interno spranghe di ferro e "sono state denunciate a piede libero". Infine, il prefetto Serra, ha spiegato di aver letto che Rifondazione Comunista chiede un incontro con lui: "il prefetto é sempre disponibile ad ascoltare e a prendere spunto. Ho sollecitato le forze dell'ordine - ha concluso Serra - per un'attività di intelligence e di prevenzione sul territorio". (ANSA). (18:47) February 16 Assurda assemblea con ex Brigatisti alla SapienzaAssurda commemorazione della cacciata di Lama alla Sapienza
Domani all'assemblea-ricordo anche ex Brigatisti
È prevista per domani presso l'Università la Sapienza l'assemblea in ricordo della cacciata di Lama dall'Ateneo, avvenuta 30 anni fa, al quale prenderanno parte tra gli altri Scalzone , ex leader di potere operaio, Pifano, ex leader dell'Autonomia Romana e alcune frange estreme della sinistra romana. "Ci chiediamo come il Rettore e il Preside di Lettere possano dare l'autorizzazione a svolgere dentro l'università un'iniziativa del genere, che vede la partecipazione dei rappresentanti dei no global e dei centri sociali, che in passato si sono resi protagonisti di aggressioni e violenze all'interno del nostro Ateneo" dichiara Cristian Alicata dirigente provinciale di Azione Universitaria. "Ci preoccupa il fatto che estremisti, vecchi e nuovi, vengano a proferire in università in un periodo dove la commistione tra studenti e brigatisti sta tornando in auge" conclude Alicata. "Rimaniamo perplessi dall'esaltazione che si vuole dare ad un periodo storico tra i più brutti della nostra storia, che ha portato allo scontro tra giovani universitari di idee differenti, gettando l'Italia in un periodo di terrore" dichiara Matteo Petrella dirigente nazionale del movimento universitario vicino ad Alleanza Nazionale "soprattutto dopo i recenti fatti legati alle nuove br ci sembra pericoloso cavalcare l'onda del malcontento per riaprire pagine della storia ormai fortunatamente chiuse" conclude Petrella. February 13 Italia vs CroaziaL'Europa ponga il vento all'ingresso della Croazia se non riconosce eccidio delle foibe Chiediamo all`Europa di porre un veto sull`ingresso della Croazia nell`Ue, almeno fino a quando non riconoscerà le responsabilità sull`eccidio del confine orientale e sulle foibe e fin quando non verrà riaperta la discussione sulla restituzione dei beni confiscati agli esuli italiani. Le parole pronunciate da Mesic risuonano come un atto di accusa gratuito per l`Italia e per la sua storia. Ciò che più di ogni altra cosa lascia allibiti è la sfrontatezza mostrata dalla Croazia che oggi propone una commissione storica congiunta, per non compromettere i rapporti con l`Unione europea. A cosa possa servire resta ancora un mistero: riunire un gruppo di esperti avrebbe senso se l`accettazione di una verità storica fosse il suo presupposto. February 12 Hasta la vita... siempre!
February 10 Giornata del Ricordo
February 07 PAOLO VIVE ANCORA NELLA NOSTRA LOTTA! 09/02/83 - 09/20/07
CAMERATA PAOLO DI NELLA PRESENTE !!!!!
Non siamo ancora un'élite, perché se lo fossimo sapremmo certamente guidare il nostro popolo sulla via nuova. Per ora siamo soltanto delle persone che cercano di essere uomini, uomini e donne che vivono uno stile di vita autentico; ma per essere degli uomini nuovi non basta credere in determinati valori, è necessario viverli e temprarli nell'agire, quotidianamente: questa è in parte l'importanza di fare politica. Rivoluzione non è qualcosa di astratto, che sa di miracolo : è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, pezzo per pezzo, sbagliando e riprovando, anche col sacrificio personale, anche riuscendo a superare tanti problemi contingenti che si presentano e che spesso, anche se sembrano tanto grandi ed insormontabili, se solo li si prova a guardare con un'ottica diversa, risultano delle inezie. PAOLO VIVE February 06 Mussi contestato !!!!!!MUSSI CONTESTATO DAI GIOVANI DI AZIONE UNIVERSITARIA ALLA “SAPIENZA” DI ROMA
Questa mattina il Ministro della Ricerca e dell’Università On. Fabio Mussi è stato contestato duramente da giovani militanti di Azione Universitaria, che lo hanno accolto davanti al Rettorato dell’ateneo La Sapienza di Roma, con un grande striscione che titolava “L’incredibile Mussi per l’Università che Schioppa”. I ragazzi hanno protestato tutta la mattina indossando la tenuta da ministro Mussi occhiali con baffetti finti. “A luglio il ministro minacciò le sue dimissioni in caso di tagli ai fondi per le università. Ora che i tagli sono stati fatti siamo qui a ricordargli di mantenere almeno questa promessa” dichiara Simone Pelosi, presidente romano di Azione Universitaria e vicepresidente nazionale del movimento legato ad Azione Giovani. “Grazie al decreto Bersani studieremo senza i riscaldamenti nelle facoltà, con le biblioteche a orario ridotto e con un numero esiguo di aule aperte. Possiamo affermare che le condizioni degli studenti universitari sono ormai da terzo mondo” continua Matteo Petrella dirigente nazionale del movimento, “ Perseguendo questa politica il Governo Prodi oltre a tagliare le spese ordinarie delle università e ledere il diritto allo studio di noi studenti costringe gli atenei italiani ad aumentare le tasse per far quadrare i bilanci, gli studenti pagano sempre le conseguenze delle scelte di politici che l’università non l’hanno mai vissuta” conclude Cristian Alicata responsabile dell’iniziativa. February 03 Fiero....ma incazzato"Fiero di essere Ultras.... ma disgustato e incazzato con quei vili e infami che portano in questo mondo violenza e morte"
Oggi è un giorno triste per il nostro paese, ieri durante gli scontri nel derby catania palermo è morto un poliziotto.
Molte volte mi è capitato di aver da ridire sul comportamento delle forze dell'ordine durante le partite, di giudicare troppo repressivo il loro comportamento, ma tutto era riferito al mio spirito ultras ad un modo di vivere e di tifare, ad un mondo che purtroppo non esiste più.
Purtroppo l'aspetto romantico del tifo è stato infangato da dei beceri personaggi che pensano di reprimere i lori istinti durante una partita, gente che al tifo antepone le lame e le bombe carta e che invece di sostenere i propri colori pensa a mettere ferro e fuoco una città
Ecco oggi mi sento di dire che sono fiero di essere ultras e riconoscente a chi mi ha fatto scoprire questo mondo, ma allo stesso tempo nn mi sento di appartenere a questo mondo che vive di violenza e stupidaggine, se la strada è questa ci saranno tempi duri e la repressione sarà massiccia, tutto questo per merito di questi bastardi che hanno rovinato un mondo splendido fatto di amicizia,gioia e libertà
Spero solo che il buon senso riesca a farla da padrona e che si arrivi ad un punto d'incontro, per tornare a vivere lo sport e per tornare a sentire l'urlo degli ultras.....
January 30 BLOODY SUNDAY
Nel 35' anniversario della Bloody Sunday
Era domenica, e a Derry faceva freddo. Era il 30 di gennaio del 1972, e come in ogni giorno del Signore in molti erano andati a messa. Dopo la santificazione della festa, però, gli stessi cattolici avevano un altro appuntamento: trattavasi di una manifestazione, non autorizzata, ma pacifica; una marcia con la quale intendevano protestare contro una prassi che aveva da poco preso piede in seguito a normative provenienti dal governo di Londra. Tale prassi era detta internment, e consisteva semplicemente nella possibilità, da parte delle forze dell’ordine, di trattenere qualsivoglia genere di soggetto sospetto, e di rinchiuderlo preventivamente in galera per un tempo pressoché indefinito e senza l’obbligo di rispettare i tempi procedurali utili all’apertura di un processo. Ora, l’Irlanda del Nord (è proprio là che si trova Derry) non è che fosse proprio la più pacifica delle terre, per il semplice fatto che da una parte c’erano i republicans, cioè i discendenti degli indigeni irlandesi che volevano staccarsi dal Regno Unito e ritornare in seno alla Madre Patria, e dall’altra c’erano gli unionist, cioè i sostenitori dello status quo che voleva l’Irlanda del Nord sotto la corona britannica. A questo si aggiunga che i primi erano cattolici ed i secondi protestanti, e l’instabilità politica e sociale dell’Ulster (altro nome dell’Irlanda del Nord) è bell’e spiegata. January 23 CONTESTATO VISCO ALLA SAPIENZA
La Sapienza di Roma: contestazione di Azione Universitaria Al vice Ministro Visco “Ogni tanto viene a fare il professore, diventato ordinario con un concorso “strano” dove era l’unico partecipante”
Una manifestazione goliardica è stata messa in atto questa mattina dagli studenti di Azione Universitaria, movimento universitario di Alleanza Nazionale, nella facoltà di giurisprudenza per contestare, durante una sua lezione, il vice ministro Visco. Gli studenti hanno protestato, sia per la politica economica del governo, sia per il doppio ruolo che ricopre, infatti oltre a quello istituzionale insegna nella facoltà di giurisprudenza, in un unico canale, Scienza delle Finanze. “Contestiamo Visco” dichiara Cristian Alicata responsabile dell’Ateneo La Sapienza “perché con questa finanziaria anche noi studenti universitari siamo penalizzati, infatti come più volte denunciato dalla CRUI e dalle battaglie portate avanti nel corso dell’anno dalla nostra organizzazione, il taglio del 20% del fondo per la gestione ordinaria delle università ha causato inevitabilmente l’aumento delle tasse d’iscrizione” . “Inoltre protestiamo per il doppio ruolo ricoperto da Visco, la sinistra si è tanto impegnata per eliminare questo mal costume e poi alcuni suoi autorevoli rappresentanti ne sono i maggiori interpreti. Infatti il vice ministro è ordinario della cattedra di scienza delle finanze, ottenuta con un concorso al quale solo lui ha partecipato e oggi causa “impegni” di governo non è presente spesso a lezione ne tanto meno ai ricevimenti con gli studenti, Per il bene dell’Italia, noi studenti un piccolo sacrificio lo facciamo, visto che al ministero non fa una bella figura, Visco lasci il suo ruolo istituzionale e venga a fare solo il professore ”conclude Matteo Petrella dirigente nazionale di Au. “Ci chiediamo come” dichiara Simone Pelosi, Presidente Provinciale di Azione Universitaria Roma “ad un concorso pubblico, si sia presentata una sola persona, un esponente politico che ai tempi del concorso era Ministro del Tesoro, bilancio e programmazione economica, e sia diventato ordinario alla Sapienza. Vorremmo capire questa “strana cosa” sperando che le istituzioni ce la spieghino il prima possibile”. Durante la protesta, gli studenti di Azione Universitaria sono stati spintonati dalla scorta di Visco, che ha dichiarato “negli anni 70 non sarebbe mai stato concesso a degli studenti come questi di fare volantinaggio all’interno dell’università” e questo è un Ministro di questa Governo. BATTUTA VARESE....FINAL EIGHT PIU' VICINEUN ALTRO SOGNO ALL'ORIZONTE LE FINAL EIGHT
Upea Capo d'Orlando-Whirlpool Varese 77-75
E' stata forse la più bella ed entusiasmante partita vista al PalaFantozzi, l'Upea grazie a una splendida prova corale e al solito Alvin Young, sfrutta al meglio il doppio turno casalingo. Varese ha giocato bene ma non è bastato nonostante i punti di Holland. L'Upea presenta subito una novità: c'è Leo Busca in quintetto e non Michael Mokongo che in settimana ha risentito di un problema al ginocchio. Il francese va in panchina solamente come sostegno morale. L'Upea parte bene e dopo un sostanziale equilibrio iniziale a 1'50'' dal primo riposo trova un vantaggio di 4 punti con il solito incontenibile Young. Nel secondo parziale la formazione di Perdichizzi è brava a incrementare il divario con Wells che in nove minuti mette a segno nove punti. Più 9 è anche il vantaggio che il tabellone segna a 4'15 dalla chiusura. Un fallo tecnico fischiato alla panchina dei locali e un break di 6 punti (doppio Hafnar e Holland), in meno di un minuto riportano sotto Varese. Non basta uno scatenato Young (15 punti in chiusura di quarto) per tamponare la rimonta ed evitare il primo sorpasso di Varese che giunge proprio sulla sirena. Al rientro dagli spogliatoi Varese con Holland incontenibile sale a +7 (46-53), l'Upea la riprende e la supera grazie anche a un super Wells dai 6.25 (due triple consecutive). Nel parziale decisivo l'Upea riesce a raggiungere il massimo vantaggio + 10 a 5'10, ma non basta per evitare il solito finale al cardiopalmo. A 2'02" dalla sirena Varese grazie al solito Holland è solo a -2 (71-69). A 10'' Capin dalla lunetta fa 2/2 ed è pareggio a quota 75. Il capitano Alvin Young però con un canestro nel traffico fa esplodere il PalaFantozzi e la tripla sulla sirena di Holland non va a segno. Capo d'Orlando: Young 26, Wells 21, Freeman 8, Touré 8
Varese: Holland 22, Fernandez 15, Galanda 8, Keys 8 January 14 Un altra VITTORIA per L'UPEA !!!!!Upea Capo d'Orlando-Snaidero Udine 91-88
E' stata l'ennesima sofferenza, ma alla fine l'Upea ritorna alla vittoria battendo Udine proprio negli ultimi secondi. La squadra siciliana ha avuto la possibilità di chiudere la pratica già nei primi due quarti, ma non vi è riuscita anche per il ritorno friulano. Ancora una vola è stato il suo leader Alvin Young a decidere, prendendo negli ultimi secondi tre tiri fondamentali per la vittoria. L'Upea parte bene e il vantaggio cresce con il passare dei minuti: +6 punti dopo due minuti (6-0), +11 dopo 8'45" (24-13) e +14 in avvio dis econdo quarto (36-22). La squadra, impeccabile fino a quel momento (con Toure fantastico al riposo: 15 punti, 3/3 da 3 e cinque rimbalzi), si siede, e Udine comincia a bruciare la retina. Quattro triple (Mutombo, due volte Valters e Antonutti), permettono alla Snaidero di ritornare in partita. Il terzo parziale è un crescendo di emozioni con Udine che agguanta e non molla l'Upea. La Snaidero va in vantaggio 51-49 con una tripla di Allen al 24'. L'Orlandina tiene bene e con un ritrovato Young (12 punti in questo tempo) chiude avanti di un punto (66-65). Nell'ultimo decisivo parziale Udine trova il massimo vantaggio con Allen e Jaacks (66-69), ma Freeman e Wells con due triple la rimandano indietro. Valters (ottima la sua prova) a 1'40" dalla fine con una tripla riaccende la speranza (85-81), poi Young prende la squadra in mano e con 6 punti porta i suoi alla vittoria. Capo d'Orlando: Young 27, Freeman 19, Touré 17 Udine: Jaacks 16, Allen 14, Antonutti 13 |